Telefoni cellulari
I labirinti della produzione (12.04.07)
(articolo tratto dal dossier "Pronto, chi parla")
Dove vengono prodotti i telefoni cellulari venduti in Svizzera? A questa domanda, Nokia, Motorola o Samsung non danno risposte esaustive. L’organizzazione dei produttori di telefonia mobile è circondata da segreti ben custoditi dalle grandi marche del settore. Aprendo l’involucro di una decina di cellulari della marca Nokia, si potrà leggere che sono stati fabbricati in Ungheria, in Germania o in Finlandia. Per quanto riguarda le batterie, esse provengono dalla Repubblica Ceca, dalla Cina o dal Giappone. Queste indicazioni sono peraltro le prime che saltano all’occhio: i singoli pezzi possono infatti provenire da tutto il mondo.
UNA MULTITUDINE DI SUBAPPALTATORI
La fabbricazione di un telefono cellulare si rivela cosa complessa: solo il 50% dei pezzi che compongono l’apparecchio è prodotto direttamente dalle case che vendono il prodotto finito. L’altra metà è assicurata da numerosi fornitori e subappaltatori. Nella produzione dei microchip elettronici installati in un cellulare possono essere coinvolte fino ad una decina di aziende diverse! Queste imprese di semiconduttori, come ad esempio Texas Instrument, Intel o ST Microelectronics, lavorano a loro volta con dei subappaltatori e hanno delle filiali in diversi paesi.
«MADE IN ASIA»
Le grandi marche di telefoni cellulari sono peraltro in possesso di numerosi centri di produzione. Nokia ne ha una decina in tutto il mondo, e ha da poco aperto una filiale in India. Con oltre un miliardo di abitanti, di cui meno del 10% in possesso di un apparecchio portatile, l’India attira gli investitori del settore delle tecnologie legate all’informazione e alle telecomunicazioni in maniera massiccia, e dal 2006, anche i principali concorrenti di Nokia (Samsung e Motorola) vi hanno installato una parte della loro produzione. La vicinanza con la clientela asiatica non sembra essere tuttavia il loro motivo principale. Altrimenti come si potrebbe spiegare che una parte dei telefoni venduti in Europa viene pure prodotta in Asia? I produttori sono evidentemente attratti anche dalle infrastrutture e soprattutto da una mano d’opera a buon mercato.
I BASSI SALARI DI NOKIA IN CINA
L’organizzazione finlandese Finnwatch ha svolto un’inchiesta sulle condizioni di lavoro degli operai impiegati nelle fabbriche cinesi di Nokia. L’inchiesta rivela che sia Nokia sia i suoi fornitori non rispettano né il loro codice di condotta né la legislazione cinese, né le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) in particolar modo per quanto riguarda i salari. I salari elargiti dal produttore finlandese e dai suoi fornitori non permettono agli operai di uscire dalla povertà, così come è definita dalle Nazioni Unite. Gli impiegati sono per la maggior parte giovani donne partite dai loro villaggi per trovare un lavoro nelle regioni industriali, e ricevono appena quanto basta per vivere (tra i 40 e i 60 euro al mese). La Dichiarazione di Berna si unisce a Finnwatch e chiede a Nokia di dare l’esempio garantendo migliori condizioni di lavoro, soprattutto in Cina, sia nei propri stabilimenti sia presso i suoi fornitori.
Dove vengono prodotti i telefoni cellulari venduti in Svizzera? A questa domanda, Nokia, Motorola o Samsung non danno risposte esaustive. L’organizzazione dei produttori di telefonia mobile è circondata da segreti ben custoditi dalle grandi marche del settore. Aprendo l’involucro di una decina di cellulari della marca Nokia, si potrà leggere che sono stati fabbricati in Ungheria, in Germania o in Finlandia. Per quanto riguarda le batterie, esse provengono dalla Repubblica Ceca, dalla Cina o dal Giappone. Queste indicazioni sono peraltro le prime che saltano all’occhio: i singoli pezzi possono infatti provenire da tutto il mondo.
UNA MULTITUDINE DI SUBAPPALTATORI
La fabbricazione di un telefono cellulare si rivela cosa complessa: solo il 50% dei pezzi che compongono l’apparecchio è prodotto direttamente dalle case che vendono il prodotto finito. L’altra metà è assicurata da numerosi fornitori e subappaltatori. Nella produzione dei microchip elettronici installati in un cellulare possono essere coinvolte fino ad una decina di aziende diverse! Queste imprese di semiconduttori, come ad esempio Texas Instrument, Intel o ST Microelectronics, lavorano a loro volta con dei subappaltatori e hanno delle filiali in diversi paesi.
«MADE IN ASIA»
Le grandi marche di telefoni cellulari sono peraltro in possesso di numerosi centri di produzione. Nokia ne ha una decina in tutto il mondo, e ha da poco aperto una filiale in India. Con oltre un miliardo di abitanti, di cui meno del 10% in possesso di un apparecchio portatile, l’India attira gli investitori del settore delle tecnologie legate all’informazione e alle telecomunicazioni in maniera massiccia, e dal 2006, anche i principali concorrenti di Nokia (Samsung e Motorola) vi hanno installato una parte della loro produzione. La vicinanza con la clientela asiatica non sembra essere tuttavia il loro motivo principale. Altrimenti come si potrebbe spiegare che una parte dei telefoni venduti in Europa viene pure prodotta in Asia? I produttori sono evidentemente attratti anche dalle infrastrutture e soprattutto da una mano d’opera a buon mercato.
I BASSI SALARI DI NOKIA IN CINA
L’organizzazione finlandese Finnwatch ha svolto un’inchiesta sulle condizioni di lavoro degli operai impiegati nelle fabbriche cinesi di Nokia. L’inchiesta rivela che sia Nokia sia i suoi fornitori non rispettano né il loro codice di condotta né la legislazione cinese, né le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) in particolar modo per quanto riguarda i salari. I salari elargiti dal produttore finlandese e dai suoi fornitori non permettono agli operai di uscire dalla povertà, così come è definita dalle Nazioni Unite. Gli impiegati sono per la maggior parte giovani donne partite dai loro villaggi per trovare un lavoro nelle regioni industriali, e ricevono appena quanto basta per vivere (tra i 40 e i 60 euro al mese). La Dichiarazione di Berna si unisce a Finnwatch e chiede a Nokia di dare l’esempio garantendo migliori condizioni di lavoro, soprattutto in Cina, sia nei propri stabilimenti sia presso i suoi fornitori.

