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L’OMC: Ambiente (MEAs)  (29.08.03)
L’OMC: Ambiente (MEAs)
Nel 1995, anno in cui il WTO divenne operativo, il movimento ambientalista denunciò il rischio che il nuovo Organismo avrebbe compromesso gli impegni ed i risultati raggiunti prima e dopo il Vertice della Terra di Rio del 1992. Ad otto anni di distanza queste preoccupazioni sono state confermate: gli obiettivi e le pratiche dell’OMC sono in netto contrasto con le politiche ambientali degli stati membri.

Quale Accordo è coinvolto?
E’ un tema trasversale a tutti gli accordi dell’OMC, soprattutto sono coinvolti il GATT, il GATS e il TRIPS.

Qual è il problema ?
L’OMC esercita la sua sfera di competenza su diversi settori: dal commercio in prodotti e servizi ai diritti intellettuali, a quelli che afferiscono alla salute umana, all’uso delle risorse naturali e protezione dell’ambiente. Un’ influenza esercitata prevalentemente attraverso il meccanismo di Dispute Settlement che giudica pratiche e misure (nazionali o multilaterali) ritenute distorsive per il commercio a prescindere dall’eventuale contesto sociale e/o ambientale che le ha determinate, benchè il preambolo del trattato che istituì l’OMC sancisca che l’ Organizzazione debba garantire “l’uso ottimale delle risorse in accordo con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.

Gli effetti del Dispute Settlement sarebbero ben diversi se considerasse ciò che costituisce una barriera allo sviluppo sostenibile, limitando così i potenziali conflitti tra l’applicazione delle restrizioni commerciali contenute negli Accordi Multilaterali sull’Ambiente (MEAs) e le regole dell’OMC che potrebbero infatti interferire nell’applicazione delle norme ambientali a livello nazionale. Questo aspetto è stato discusso a lungo dal Comitato Commercio e Ambiente (CTE) dell’OMC, ad oggi senza risultati.

Cosa si sta negoziando ora ?
Nel corso dell’ultimo vertice dell’OMC svolto a Doha nel novembre 2001, fu deciso sia di avviare un nuovo round negoziale sulla relazione tra le regole commerciali sancite dal WTO e quelle contenute nelle MEAs, come il Protocollo di Kyoto, la Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Minacciate (CITES), il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza, che di sviluppare procedure che consentissero il regolare scambio di informazioni tra i Segretariati delle MEAs ed l’OMC e la riduzione /eliminazione di barriere tariffarie e non sul commercio di prodotti e servizi ambientali.

Per tutelare gli Stati Uniti da eventuali azioni commerciali conseguenti alla mancata attuazione del Protocollo di Kyoto, il nuovo round su OMC e MEAs sarà però limitato a quei paesi che hanno aderito ai singoli accordi ambientali in esame.

Infatti la mancata ratifica del protocollo di Kyoto e quindi il rifiuto di attuare misure per la riduzione del le emissioni di CO2 consentono agli Stati Uniti di agevolare con abbondanti sussidi quelle produzioni, destinate all’esportazione, che impiegano combustili fossili. Questi sussidi sono così massicci (250-300 miliardi di dollari) che praticamente tutte le esportazioni degli Stati Uniti avvengono ad un prezzo inferiore a quello di mercato. Un’eclatante violazione delle regole dell’OMC che ne richiederebbe l’immediata denuncia al Dispute Settlement Panel.

Le rivendicazioni
  Rispettare tutte le restrizioni commerciali di carattere ambientale;
  Accettare distinzioni di carattere ambientale per i prodotti e i sistemi di produzione;
  Eliminazione dei sussidi dannosi per la tutela ambientale;
  Condizionare le regole dell’OMC a quelle contenute negli Accordi Multilaterali per l’Ambiente;
  Evitare che le regole dell’OMC vengano utilizzate per minare le misure di tutela ambientale e sanitaria, e limitare la circolazione a la diffusione di prodotti ecologici;
  Integrare il principio precauzionale nei meccanismi decisionali.