OMC
L’OMC: Agricoltura (29.08.03)
L’OMC: Agricoltura
Quale Accordo è coinvolto?
L’Accordo sul commercio agricolo (Agreement on Agricolture AoA).
Cosa dice ?
Il varo nel 1995 dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha portato con sé anche l’inserimento a pieno titolo dell’agricoltura nei processi di liberalizzazione mondiale attraverso l’Accordo sull’Agricoltura, a corollario del quale sono stati firmati anche altri trattati di grande rilevanza sulle politiche agricole ed alimentari, quali l’Accordo sulle Barriere Tecniche al Commercio (TBT) e sulle Misure Sanitarie e FitoSanitarie (SPS).
Precedentemente l’agricoltura era de facto esclusa dalla disciplina GATT in virtù del marcato protezionismo agricolo degli Stati Uniti e dell’Europa. L’AoA nasce quindi come espressione degli interessi di un numero limitato di paesi e con un grosso deficit democratico dato che alla sua definitiva formulazione la grande maggioranza delle nazioni ha partecipato solo saltuariamente e con un ruolo decisamente marginale.
Oggetto di questo accordo sono la trasformazione di barriere non tariffarie in tariffe, l’accesso ai mercati, i sussidi all’esportazione e il sostegno interno ai produttori agricoli. Di fatto, altre tematiche si affacciano al tavolo agricolo: alcune non direttamente legate al commercio (in inglese si definiscono non trade concerns) come il ruolo multifunzionale dell’agricoltura, l’ambiente, la sicurezza alimentare, altre vincolate al mercato degli alimenti come le norme tecniche connesse alla qualità igienico-sanitaria, la complessa questione delle biotecnologie – temi toccati in vario modo dall’AoA -, e la proprietà intellettuale estesa anche agli organismi viventi, normata da un apposito accordo (TRIPs).
Qual è il problema ?
L’accordo agricolo dell’OMC è in forte conflitto con la ricerca della sovranità alimentare sia del sud che del nord del mondo.
Nel caso dei PVS si possono identificare precise preoccupazioni:
Nel caso del nord industrializzato e, in particolare dell’Europa, sussidi ingenti sono destinati al fine di assicurare un contenimento dei prezzi di specifiche commodities a vantaggio della intermediazione commerciale, dell’industria di trasformazione e della grande distribuzione organizzata, al costo della chiusura di centinaia di aziende agricole ogni giorno nella sola Unione Europea. A questo si sommi la minaccia recentemente reiterata da Robert Zoellick - rappresentante USA per il Commercio - di intentare un'azione in seno all’OMC contro la moratoria de facto sugli OGM adottata dall'Unione Europea a dimostrazione della mortificazione dell’autonomia decisionale sulle politiche agricole e alimentari.
I negoziati in corso registrano un momento di stallo, dopo la presentazione (Il 18 dicembre 2002) di un documento riassuntivo sullo stato dell’arte della negoziazione sull’AoA, che illustra quello che viene definito “l’ampio divario fra le posizioni” dei paesi membri. Secondo le scadenze adottate, le 90 pagine del report, dovranno essere tradotte in una decina di cartelle di compromesso nel corso della Sessione Speciale del Comitato sull’Agricoltura fissata per il 25-31 marzo.
Le rivendicazioni
Interrompere la concessione dei sussidi – comunque camuffati - alle esportazioni di prodotti agricoli, ponendo così fine alle pratiche di dumping che danneggiano irrimediabilmente i piccoli produttori europei e dei paesi in via di sviluppo; assicurare la massima trasparenza delle forme di sostegno alla produzione, come nel caso degli aiuti diretti; creare meccanismi per la protezione delle produzioni locali favorendo il raggiungimento della sovranità alimentare nel nord come nel sud del mondo.
L’Accordo sul commercio agricolo (Agreement on Agricolture AoA).
Cosa dice ?
Il varo nel 1995 dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha portato con sé anche l’inserimento a pieno titolo dell’agricoltura nei processi di liberalizzazione mondiale attraverso l’Accordo sull’Agricoltura, a corollario del quale sono stati firmati anche altri trattati di grande rilevanza sulle politiche agricole ed alimentari, quali l’Accordo sulle Barriere Tecniche al Commercio (TBT) e sulle Misure Sanitarie e FitoSanitarie (SPS).
Precedentemente l’agricoltura era de facto esclusa dalla disciplina GATT in virtù del marcato protezionismo agricolo degli Stati Uniti e dell’Europa. L’AoA nasce quindi come espressione degli interessi di un numero limitato di paesi e con un grosso deficit democratico dato che alla sua definitiva formulazione la grande maggioranza delle nazioni ha partecipato solo saltuariamente e con un ruolo decisamente marginale.
Oggetto di questo accordo sono la trasformazione di barriere non tariffarie in tariffe, l’accesso ai mercati, i sussidi all’esportazione e il sostegno interno ai produttori agricoli. Di fatto, altre tematiche si affacciano al tavolo agricolo: alcune non direttamente legate al commercio (in inglese si definiscono non trade concerns) come il ruolo multifunzionale dell’agricoltura, l’ambiente, la sicurezza alimentare, altre vincolate al mercato degli alimenti come le norme tecniche connesse alla qualità igienico-sanitaria, la complessa questione delle biotecnologie – temi toccati in vario modo dall’AoA -, e la proprietà intellettuale estesa anche agli organismi viventi, normata da un apposito accordo (TRIPs).
Qual è il problema ?
L’accordo agricolo dell’OMC è in forte conflitto con la ricerca della sovranità alimentare sia del sud che del nord del mondo.
Nel caso dei PVS si possono identificare precise preoccupazioni:
| Mancata e distorta implementazione degli impegni sottoscritti al termine dell’Uruguay Round persistendo l’esasperata distorsione del mercato agricolo frutto delle pratiche commerciali sleali di un nucleo ristretto di paesi occidentali |
| Mancata considerazione di problemi quali la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale frutto dell’inconsistente riconoscimento sostanziale dei cosiddetti non-trade concerns |
| Utilizzo degli aiuti alimentari quali strumenti di dumping e di conquista di nuovi mercati |
| La spinta, dettata dai processi di liberalizzazione, verso colture da esportazione in nome di un malinteso vantaggio comparato, che ha indebolito la sicurezza alimentare interna, così obbligandosi a importare quantità crescenti di alimenti di base, ed esposto alla volatilità dei prezzi mondiali delle cash crops |
Nel caso del nord industrializzato e, in particolare dell’Europa, sussidi ingenti sono destinati al fine di assicurare un contenimento dei prezzi di specifiche commodities a vantaggio della intermediazione commerciale, dell’industria di trasformazione e della grande distribuzione organizzata, al costo della chiusura di centinaia di aziende agricole ogni giorno nella sola Unione Europea. A questo si sommi la minaccia recentemente reiterata da Robert Zoellick - rappresentante USA per il Commercio - di intentare un'azione in seno all’OMC contro la moratoria de facto sugli OGM adottata dall'Unione Europea a dimostrazione della mortificazione dell’autonomia decisionale sulle politiche agricole e alimentari.
I negoziati in corso registrano un momento di stallo, dopo la presentazione (Il 18 dicembre 2002) di un documento riassuntivo sullo stato dell’arte della negoziazione sull’AoA, che illustra quello che viene definito “l’ampio divario fra le posizioni” dei paesi membri. Secondo le scadenze adottate, le 90 pagine del report, dovranno essere tradotte in una decina di cartelle di compromesso nel corso della Sessione Speciale del Comitato sull’Agricoltura fissata per il 25-31 marzo.
Le rivendicazioni
Interrompere la concessione dei sussidi – comunque camuffati - alle esportazioni di prodotti agricoli, ponendo così fine alle pratiche di dumping che danneggiano irrimediabilmente i piccoli produttori europei e dei paesi in via di sviluppo; assicurare la massima trasparenza delle forme di sostegno alla produzione, come nel caso degli aiuti diretti; creare meccanismi per la protezione delle produzioni locali favorendo il raggiungimento della sovranità alimentare nel nord come nel sud del mondo.

