OMC
Indietro Versione per stampare Trasmettere questa pagina


L’OMC: Cos’è?  (29.08.03)
L’OMC: Cos’è?
L’Organizzazione Mondiale del Commercio (in inglese World Trade Organization, WTO) nasce nel 1995 alla conclusione del più lungo dei cicli negoziale del Gatt, l’Uruguay Round, lanciato nel settembre 1986 a Punta del Este.

Oggi l’OMC conta 144 paesi aderenti. Dopo l’ingresso della Cina oltre il 90% degli scambi internazionali di merci ricade sotto la giurisdizione di tale organizzazione.

Tuttavia il WTO non si occupa soltanto di favorire la libera circolazione delle merci attraverso l’estensione del GATT, ma anche di altri temi come la liberalizzazione del settore dei servizi (GATS), della tutela degli investimenti connessi al commercio (TRIMs), della tutela dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPs), di agricoltura (AoA), e in generale della regolamentazione di gran parte di quelle misure che impedirebbero o limiterebbero la libera concorrenza a livello internazionale: sussidi, antidumping, regolamenti doganali, norme sanitarie e fitosanitarie, eccetera.

Il processo di liberalizzazione e la sua estensione a tutti i membri si sviluppano intorno a due potenti meccanismi presenti in tutti gli accordi che non consentono discriminazioni tra i membri dell’OMC:
  il principio della nazione più favorita, che automaticamente estende a tutti i paesi membri i risultati negoziali, e
  il principio del trattamento nazionale, che impedisce di favorire i produttori nazionali rispetto a quelli esteri.

Un altro potentissimo meccanismo, che domina i negoziati e serve a scongiurare la frammentazione che aveva caratterizzato il round precedente, è la cosiddetta formula single undertaking, del “prendi tutto o niente”. Questa formula, se applicata, obbliga tutti i membri a sottoscrivere la totalità degli accordi negoziati sotto l’egida dell’OMC, pena l’esclusione dall’organizzazione e dai “benefici” della liberalizzazione degli scambi.

Naturalmente all’interno dei vari accordi sono contemplate delle clausole di fuga che permettono, in casi eccezionali, di disapplicare temporaneamente parte dei trattati; tuttavia il ricorso a queste espone i membri, soprattutto quelli più deboli, al rischio di sanzioni e ritorsioni commerciali.

Il ricorso ad esse è reso possibile ogni volta sia sancita una violazione degli accordi da parte del Dispute Settlement Body, il tribunale interno dell’OMC. Di fatto il giudizio sui ricorsi è affidato a tre esperti nominati nei panel, le commissioni giudicanti, che si trovano così nella condizione di esercitare un forte potere potendo autorizzare pesanti sanzioni economiche a danno degli stati, sotto forma di ritorsioni commerciali. Queste ritorsioni possono essere anche di natura incrociata nel senso che il paese che ha presentato ricorso può essere autorizzato a rivalersi sul paese sanzionato, ritirando concessioni in settori diversi da quelli in cui ha subito il danno.