Davos: l’Open Forum come occasione per Nestlé di ripulire la propria immagine
Davos: l’Open Forum come occasione per Nestlé di ripulire la propria immagine
Davos, 24.01.2003 - No a questa farsa globale! Mister Brabeck, CEO di Nestlé, presenterá oggi l’impegno della multinazionale in seno al Patto Mondiale – Global Compact – dell’ONU. Attraverso questa iniziativa, gli stati membri dell’ONU richiedono alle imprese il rispetto di nove principi tratti da patti e trattati internazionali in materia di diritti dell’uomo e di leggi per la protezione dell’ambiente. Essi non fanno però alcuno sforzo perché queste promesse possano concretamente realizzarsi. Infatti, Nestlé, in quanto membro del Global Compact viene oggi duramente criticata dalle numerose ONG e dai sindacati: non è sufficiente effettuare questo tipo di azioni volontarie quando poi, di fatto, Nestlé non rispetta le norme e lo spirito del Global Compact.
| Secondo fonti Oxfam, mentre 11 milioni di etiopi sono toccati dal problema della malnutrizione, Nestlé reclama 6 milioni di dollari allo stato etiope. La ragione di tale richiesta trae origine da alcune vicende passate: il regime militare instaurato nel 1975 aveva, infatti, nazionalizzato un sito di produzione che all’epoca apparteneva ad un gruppo tedesco. Nel 1986 esso è stato acquistato da Nestlé, che oggi minaccia di non investire più in Etiopia, se questa contesa non viene risolta. |
| Il sindacato colombiano Sinaltrainal afferma che, nelle fabbriche di Valledupar in Colombia, Nestlé ostacola con tutti i suoi mezzi gli appartenenti all’organizzazione sindacale. Esso denuncia, inoltre, la volontà di Nestlé di rompere il contratto collettivo di lavoro. Nell’ottobre del 2002, la direzione di Nestlé (Vevey) si è rifiutata di ricevere i rappresentanti di questo sindacato. |
| Secondo il gruppo Cidadania Pela Aguas ogni giorno Nestlé pompa più di 30'000 litri d’acqua dalle sorgenti d’acqua del Parco di Sao Laurenco, nella regione brasiliana di Minas Gerais. In questo modo, una delle sorgenti d’acqua minerale piú ricche del pianeta, rischia di essere distrutta. Il flusso d’acqua diminuisce e, pompato estensivamente, non ha piú il tempo di arricchirsi di minerali. Ignorando la legge brasiliana, Nestlé demineralizza quest’acqua prima di commercializzarla come acqua da tavola “pure life”. |
Affinché Nestlé e tutte le altre imprese transnazionali, possano contribuire realmente ad un miglioramento dello stato del pianeta, è imperativo un impegno che vada al di lá di iniziative pur volontarie ma di scarsa efficacia come il Global Compact. Per questo motivo la Dichiarazione di Berna chiede ai governi membri delle Nazioni Unite di impegnarsi con tutte le forze per una regolamentazione internazionale delle multinazionali. Inoltre chiede espressamente al governo svizzero – di cui tre membri sono attualmente a Davos – di impegnarsi nell’ambito di questa regolamentazione.
Per maggiori informazioni:
Lara Cataldi, Dichiarazione di Berna, ++41 79 341 65 71

