Il Forum economico mondiale (29.09.04)
Il Forum economico mondiale (World Economic Forum - WEF) è un’istituzione privata con sede a Ginevra, fondata nel 1971 dal professore Klaus Schwab. Dal 1977 il WEF è una fondazione, sostenuta e finanziata dai propri membri, e presieduta da Klaus Schwab. Membri del WEF sono le 1000 imprese private più grandi del mondo. La condizione per essere ammessi al gruppo è una cifra d’affari annuale di almeno un miliardo di dollari. Per le imprese c’è un contributo annuale di 15000 dollari. Avere un ruolo guida quali industrie innovative e d’avanguardia è un’altra delle qualifiche necessarie.
L’incontro annuale a Davos
L’appuntamento più importante organizzato dal WEF è l’incontro che si tiene annualmente a Davos. Esso è senz’ombra di dubbio il più grande incontro dell’élite privata mondiale. Oltre a ciò vengono organizzati anche degli appuntamenti regionali, per esempio negli Stati Uniti, in India e a Salisburgo. Klaus Schwab si è posto come obiettivo quello di creare una piattaforma (WEF) sulla quale si incontrino le persone più influenti (con maggiore potere decisionale) a livello mondiale, per discutere essenzialmente su domande di politica economica e per raggiungere un consenso riguardo gli sviluppi politici futuri. In questo senso il WEF ha un ruolo guida come „creatore di ideologia” ed è stato fondamentale per l’affermazione delle visioni e delle pratiche neoliberali nell’ultimo decennio. II veri catalizzatori di questo processo sono i membri del WEF. Chi paga vuole naturalmente dare il tono alla discussione: perciò non stupisce che anche nel WEF vengano promossi e protetti gli interessi economici dei membri. In effetti non bisogna farsi trarre in inganno dalla propaganda secondo cui il WEF si impegna per il miglioramento delle condizioni del mondo ("Committed to improving the state of the world“). In passato gli incontri organizzati dal WEF contribuirono ad esempio al lancio dell’Uruguay-Round nell’ambito del GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), cioè il precursore dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), e permisero la creazione della NAFTA (North American Free Trade Association). Si tratta di pietre miliari nel processo globale di liberalizzazione, il quale assicura alle imprese transnazionali un accesso facilitato ai mercati, spesso a scapito dell’ambiente e dei bisogni economici dei paesi poveri.
Gli ospiti a Davos
Al vertice di Davos vengono invitati, accanto a ca. 1000 direttori d’impresa quali rappresentanti dei membri del Forum, anche un certo numero di politici di primo rango, famosi scienziati, imprese di comunicazione e solo pochi rappresentanti della società civile (sindacati, ONG). L’élite globale è composta quasi esclusivamente da uomini; la quota di donne che partecipa al Forum è chiaramente al di sotto del 10%. Il WEF è dunque un gremio squilibrato e poco democratico, nel quale molti gruppi sociali sono tutt’ora esclusi dalle discussioni su domande d’importanza mondiale. L’invito ha luogo „ad personam“ e non viene rinnovato automaticamente tutti gli anni. Questo sistema di inviti rafforza il carattere esclusivo e dá agli ospiti la sensazione di appartenenza al circolo dei leader mondiali. Gli ospiti sono altresí membri di diversi Club esclusivi, che sono stati messi in piedi dal WEF: per esempio il Club „Global Leaders of Tomorrow“ (I Leader globali di domani), il „World Media Leaders“ (I Leader dei media mondiali) o il Club „Industry Governors“ (I Capitani d’industria). La struttura dei Club e il quadro informale degli incontri al Forum sono delle condizioni ideali per creare delle alleanze tra economia, stato e personaggi chiave della società civile. Chi fa parte di questi gruppi esclusivi ovviamente si aiuta a vicenda ed è molto restío dall’effettuare critiche al sistema.
Temi del WEF
Nei primi anni dopo la sua creazione, le teorie di management erano al centro delle discussioni del WEF. L’apertura verso la politica economica mondiale, rispettivamente verso questioni riguardanti la società, è avvenuta alla fine degli anni '70. Nella metà degli anni '90 il cerchio delle tematiche è stato ulteriormente ampliato, cosicché da allora anche i nuovi sviluppi e le nuove scoperte nei settori della tecnica e della ricerca sono all’ordine del giorno a Davos. Secondo Klaus Schwab il WEF deve cercare di individuare con anticipo le tendenze nei settori citati, per farne un motivo di discussione all’interno dell’“élite globale” e fungere da piattaforma per trovare un consenso sui temi stessi. Insomma, il WEF come “catalizzatore del progresso” e promotore (non disinteressato) delle nuove tendenze.
Klaus Schwab si rese conto abbastanza presto della crescente resistenza verso la globalizzazione economica unilaterale, di cui il WEF è stato uno dei più assidui promotori. Per questo motivo a partire dalla fine degli anni '90 egli inserisce alcuni temi critici nell’agenda del WEF e attraverso alcuni „slogan“ cerca di sviare l’opinione pubblica sui veri interessi e obiettivi che persegue il WEF. Ad esempio, il motto del vertice di Davos del 1999 è stato „Responsible Globality: Managing the impact of Globalization“ – Globalizzazione con responsabilità: gestione e controllo degli effetti della globalizzazione. Questo è evidentemente un tentativo di controllare e neutralizzare la critica e rompere la protesta contro la sua Istituzione e i suoi membri. Anche l’ „Open Forum“, che si è tenuto per la prima volta nel 2003 parallelamente all’incontro annuale del WEF, e nel quale erano rappresentate alcune organizzazioni moderate della società civile, rientra nell’ottica di questa strategia.
„Partenariato per sicurezza e prosperità“ è il titolo dell’incontro annuale del 2004. Questa scelta sottintende che il WEF è la piattaforma ideale per dialogare e collaborare. Ma il WEF, quale Istituzione formata e sostenuta da grandi aziende, non potrà mai essere un Forum neutrale, nel quale i bisogni dei diversi gruppi della società godano della stessa considerazione. Ciò è stato confermato anche da uno studio indipendente svolto dall’Università di Zurigo con il sostegno della Fondazione „In the Spirit of Davos“. Il motto “Partenariato per sicurezza e prosperità” può essere visto anche come sinonimo del „Partenariato pubblico-privato“, che in questi anni viene promosso con forza dall’economia. In realtà dietro questi “partenariati” si celano le privatizzazioni dei servizi pubblici, che soprattutto nel caso dei beni collettivi (come l’acqua) hanno conseguenze molto gravi. Grazie al concetto di “Partenariato pubblico-privato” gli operatori dell’economia privata riescono ad evitare la critica e le richieste di una maggiore regolamentazione delle attività delle aziende multinazionali, presentandosi oltretutto come “cittadini modello” e partner ideali dei governi statali per trovare delle soluzioni ai problemi globali.
Retrospettiva sugli ultimi incontri
L’incontro del 2002 non si è svolto a Davos, bensí a New York. Il motivo ufficiale di questo trasferimento a New York è la soliderietà verso la città colpita dagli attacchi terroristici dell’anno scorso. Ma la decisione di cambiare luogo è dovuta anche a divergenze politiche in Svizzera. Fino a novembre del 2001 le autorità elvetiche non diedero le sufficienti garanzie riguardo la sicurezza dei partecipanti al WEF.
Riallacciandosi all’attualità politica, l’incontro del WEF a New York si è svolto secondo il motto „Comando in tempi difficili“ ("Leadership in Fragile Times") e ha ha trattato i seguenti temi: libertà e sicurezza per tutti, dialogo fra culture, povertà come una causa del terrorismo, lotta contro la povertà e sviluppo economico sostenibile. Queste scelte tematiche non devono trarre in inganno, in effetti il WEF è e rimane un gremio dominato e finanziato da un élite, e proprio perché non c’è un equilibrio tra rappresentanti dell’economia e della società civile, esso non è adatto per discutere e trovare soluzioni sui problemi globali. Con la scelta di questi temi, dei quali le ONG si occupano da molti anni, il WEF e i suoi rappresentanti vogliono presentarsi come molto impegnati nella soluzione dei problemi. In realtà le multinazionali sono corresponsabili di molti problemi internazionali o perlomeno traggono profitto da queste situazioni precarie.
„Costruire la fiducia“ era il motto del WEF 2003. Falsificazioni dei bilanci e comportamenti fraudolenti nelle alte sfere aziendali hanno minato la credibilità dell’economia nell’anno appena trascorso. Bisogna quindi rifarsi. I membri del WEF utilizzarono il WEF come piattaforma per le relazioni pubbliche. Con temi quali “commercio e povertà” essi vollero mostrare quale avanguardia nell’impegno sui problemi globali. Tuttavia mancano decisioni vincolanti che costringeranno le aziende a un cambio radicale verso delle pratiche rispettose dei diritti umani e dell’ambiente.
Nelle sue fasi iniziale il WEF non si occupava di temi di politica economica o questioni sociali. Al centro dei primi incontri c’erano le terie di management. L’apertura ai temi di politica globale ebbe luogo negli anni settanta. Dagli anni novanta il cerchio delle tematiche si è ancora allargato, in effetti anche le conquiste nella tecnica e nella ricerca trovano posto nell’agenda del WEF.
Link:
Sito web ufficiale del Foro Economico Mondiale
Lista di partecipazione del incontro annuale del WEF 2004
Worldlink - periodico del WEF
Le imprese membri del WEF
Comitato WEF del governo del Grigione

