Programma (04.11.02)
Conferenza internazionale
Davos, 23-27 gennaio 2003
In occasione dell’incontro annuale del Forum economico mondiale (WEF), una coalizione di ONG* organizza a Davos una conferenza indipendente, il „The Public Eye on Davos“. Esperti di varie ONG e rappresentanti della politica e della scienza provenienti da paesi del nord e del sud mostreranno le conseguenze negative della globalizzazione economica attraverso fatti ed esempi. Inoltre verranno presentate alternative per un’economia internazionale più giusta ed ecologicamente sostenibile.
La conferenza è pubblica e la partecipazione gratuita.
Luogo:
Sala Hugo Richter presso la clinica asmatica olandese, Scalettastrasse 19, Davos
(nelle vicinanze del centro dei congressi, dove si tiene la riunione del WEF).
Lingua:
inglese (con traduzione simultanea al tedesco il 23 e il 24 gennaio); discorso d’apertura del 23 e podio di discussione del 26 gennaio saranno invece in tedesco.
Programma della conferenza:
Giovedì 23 gennaio
13.00-14.00:
Discorso d’apertura (in tedesco, con traduzione simultanea all’inglese)
Oskar Lafontaine, ex ministro delle finanze, Repubblica federale tedesca
14.30-16.30:
Regolamentazione delle attività delle imprese
Visto che le grandi aziende sono attive a livello globale, è necessario che vengano introdotte regole internazionali vincolanti. Solo in questo modo si potrà porre termine alle pratiche negative delle multinazionali. Da una parte si discuterà sulle disposizioni già esistenti. Dall’altra si dibatterà sulle misure necessarie a livello governativo, per garantire una condotta sociale ed ecologica responsabile da parte delle imprese.
| Meena Raman, direttrice di SAM/Friends of the Earth Malaysia |
| Hans Engelberts, Segretario generale del sindacato internazionale dei servizi pubblici, Francia |
| David Petrasek, Amnesty International, Gran Bretagna |
| Moderatore: Matt Phillips, Friends of the Earth Gran Bretagna |
Blocco tematico organizzato da: Friends of the Earth Gran Bretagna
Venerdì 24 gennaio
14.30-16.30:
Le strategie di “public relations” delle imprese
La resistenza contro il progetto neoliberale delle multinazionali e contro il processo di globalizzazione economica unilaterale sta crescendo. Per distogliere l’attenzione dalle loro attività negative, le grandi imprese finanziano delle campagne pubblicitarie molto care per migliorare la loro immagine (cosiddetto „Greenwashing“). Le industrie petrolifere ad esempio fanno propaganda sulla loro (supposta) coscienza ecologica, e offuscano in questo modo le loro responsabilità nel riscaldamento della terra. Anche il WEF stesso rappresenta per le multinazionali una piattaforma ideale per la loro strategia nelle relazioni pubbliche. Con il motto „Committed to improving the state of the world“ (impegnati per migliorare lo stato della terra), esse si presentano come aziende responsabili e impegnate per la soluzione dei problemi.
| Peter Eigen, Presidente Transparency International, Germania |
| Ganesh Nochur, direttore delle campagne di Greenpeace India |
| Isabela Figueroa, Rainforest Foundation, Stati Uniti |
| Irene Khan, Secretaria generale Amnesty International, Gran Bretagna |
| Kenny Bruno, Earth Rights International, Stati Uniti |
| Moderatrice: Laura Miller, PR Watch, Stati Uniti |
Blocco tematico organizzato da: Dichiarazione di Berna, Svizzera
Sabato 25 gennaio
Dimostrazione contro il WEF, organizzata dall’ Oltner Bündnis. Per questo motivo al “Public Eye” non è prevista nessuna manifestazione.
Domenica 26 gennaio
10.00-12.00:
L’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan
Il previsto oleodotto attraverso Azeirbaigian, Georgia e Turchia verrà
gestito e sfruttato dalla BP. Esso presenta parecchi rischi ecologici e
potrebbe favorire l’insorgere di conflitti e corruzione, senza contare la
distruzione delle risorse vitali per la popolazione locale. Le persone
colpite non sono state consultate adeguatamente e sono state informate sul
progetto in modo poco trasparente. Attivisti locali e ONG internazionali
discuteranno di questi problemi e delle misure insufficienti della BP per
“creare fiducia” attorno al progetto.
| Keti Gujaraidze, Alternativa Verde per la Repubblica della Georgia |
| Antonio Tricarico, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Italia |
| Simon Taylor, Director, Global Witness, Gran Bretagna |
| (Lord Browne, direttore operativo della BP, Gran Bretagna è stato invitato, ma ha disdetto la partecipazione) |
| Moderatrice: Paul de Clerck, Friends of Earth Olanda |
Blocco tematico organizzato da: Friends of the Earth Stati Uniti e Olanda
14.30-16.30:
Conseguenze della globalizzazione in Svizzera:
Svendita del servizio pubblico? (in tedesco)
Nel quadro dell’organizzazione mondiale del commercio sono in corso sforzi notevoli a livello internazionale per aprire al privato diversi tipi di servizi. Ciò crea una forte pressione sul servizio pubblico nei singoli stati, per esempio in settori quali la salute e l’educazione. Come primo passo le imprese statali vengono (semi)privatizzate e sottoposte alla legge del massimo profitto. In Svizzera per esempio, c’è il rischio dello smantellamento dei centri postali meno redditizi, in particolare nelle regioni di montagna più appartate. La discussione farà luce sulle relazioni tra gli sviluppi a livello nazionale ed internazionale e cercherà di evidenziare le possibilità di manovra contro lo smantellamento del servizio pubblico.
| Hildegard Faessler, capo grupo parlamentare del partito socialista |
| Daniel Lampart, Presidente della Commissione economia del partito dei verdi |
| Doris Schüepp, Secretaria generale del sindacato VPOD/SSP (Sindacato dei Servizi pubblici) |
| Moderatrice: Marianne Hochuli, Dichiarazione di Berna |
Blocco tematico organizzato da: Dichiarazione di Berna, Svizzera
17.30-18.30:
Finestra sul World Social Forum (WSF)
Presentazione video ed intervento di Magda Barros Biavaschi e Marcelo Lucca, Ambasciatori del WSF, Porto Alegre, Brasile
organizzato da: Dichiarazione di Berna, Svizzera
Lunedì 27 gennaio
10.00-12.00:
Globalizzazione e diritti del lavoro
Nel corso della globalizzazione molte imprese del nord hanno trasferito la produzione nei paesi del sud, dove i costi di produzione sono minori, a causa di salari più bassi e della mancanza di regole per la protezione dei lavoratori. Soprattutto nell’industria tessile esistono situazioni molto precarie, quali il lavoro minorile, i salari bassissimi e il divieto dei sindacati. La Nike sarà confrontata con attivisti e diretti interessati in un dibattito sulla situazione nelle proprie fabbriche di produzione di articoli sportivi, in particolare nel sud-est asiatico.
| (Phil Knight, direttore operativo della Nike, USA è stato invitato, ma ha disdetto la partecipazione) |
| Tim Connor, campagna NikeWatch, Oxfam Community Aid Abroad, Australia |
| Yeheskiel Prabowo, sindacato FSPTSK (rappresenta i lavoratori e le lavoratrici della fabbrica PT Doson), Indonesia |
| Ida Mustari, lavoratrice della fabbrica PT Doson, Indonesia |
| Moderatrice: Regula Reschler, Radio RSI, Svizzera |
Blocco tematico organizzato da: Dichiarazione di Berna, Svizzera
* “The Public Eye on Davos” è un progetto comune delle seguenti ONG:
Coordinamento: Dichiarazione di Berna (Svizzera)
Pro Natura (membro svizzero di FoEI), Friends of the Earth International (FoEI), Asociacion Latinoamericana de Organizaciones de Promocion (Costa Rica), Corporate Europe Observatory (Olanda), Focus on the Global South (Thailandia), International South Group Network (Zimbabwe), Tebtebba Foundation (Filippine), World Development Movement (Gran Bretagna), Women in Development Europe (Belgio).

