Pfister Chocolatier
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Le attività dell’azienda svizzera Pfister Chocolatier sono iniziate negli anni Cinquanta, e nel 2000 sono state rilevate dalla Compagnie Suisse de Chocolats et Confiseries SA (CSCC). Da allora, la Pfister Chocolatier viene gestita dalla CSCC e mantiene il suo marchio.

La Pfister si è specializzata soprattutto nella produzione dei cosiddetti gusci di cioccolato (decorazioni per l’albero di Natale, coniglietti di cioccolato per Pasqua) e oggigiorno è considerata tra i maggiori produttori di conigli di cioccolato di tutta la Svizzera. Nel suo assortimento si trovano anche truffes e cioccolatini. Dagli anni Sessanta, la Pfister esporta il suo cioccolato anche all’estero. La CSCC non ha alcun marchio fairtrade nel suo assortimento.

Trasparenza

La CSCC non ha risposto alle domande del nostro sondaggio neppure quest’anno. Ci è stato comunicato sia oralmente sia in modo scritto che le fave di cacao vengono acquistate dalla Barry Callebaut (*link al profilo BC) e per questa ragione ci si può basare su quanto dichiarato da quest’ultima per quanto riguarda la sostenibilità. Le nostre domande riguardo al fatturato e ai volumi di produzione sono rimaste senza risposta. La struttura della rete di approvvigionamento non è chiara e con questo non è possibile risalire all‘origine delle materie prime.

Nella homepage della ditta i consumatori non possono risalire all’origine delle materie prime né siamo in possesso di informazioni riguardanti il codice di comportamento interno che si basa sulle convenzioni ILO.

Responsabilità sociale e sostenibilità

La CSCC non dà alcuna informazione sull’origine delle fave di cacao elaborate in proprio. Non vi sono informazioni che ci permettono di affermare che siano stati intrapresi dei passi concreti per applicare gli standard lavorativi minimi nelle diverse fasi di approvvigionamento. Non pare che esistano misure per migliorare le condizioni di lavoro dei contadini di cacao nel Sud del mondo.

Commento della DB

La CSCC non dà alcun tipo di informazione né sulla sua homepage né dietro richiesta specifica riguardo alle fonti delle sue materie prime. Si può partire dal presupposto che la ditta non si impegni né per una produzione equa di cacao né in progetti alternativi.
Rispetto alla sempre maggiore trasparenza riscontrata con gli altri fabbricanti di cioccolato svizzeri, la CSCC è veramente molto indietro per quanto concerne la comunicazione e la rintracciabilità delle materie prime.


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