Chocolats Camille Bloch SA

Camille Bloch è presente sul mercato svizzero ed esporta circa un terzo della produzione complessiva. L’assortimento è costituito da numerosi prodotti a base di cioccolato, tra cui i conosciutissimi Ragusa, Torino e i cioccolatini al Kirsch.
Trasparenza
Neppure quest’anno la Chocolats Camille Bloch ha dato risposta alle domande del nostro questionario ma la ditta ha preso posizione per quanto riguarda la sua produzione.Le fave di cacao sono acquistate da intermediari, un terzo proviene da Ecuador e Venezuela, la maggior parte proviene dal Ghana. I nomi dei produttori e l’origine del cacao utilizzato non ci sono stati comunicati. Non abbiamo ottenuto informazioni neppure per quanto riguarda l’origine del burro di cacao.
I consumatori possono ottenere delle informazioni riguardanti i diversi prodotti nella homepage della ditta, ma l’origine delle materie prime utilizzate non viene indicata in maniera trasparente.
Responsabilità sociale e sostenibilità
Camille Bloch effettua l’intero processo di fabbricazione in maniera autonoma, dalle fave di cacao fino al prodotto finito. In base alle informazioni dell’azienda, l’intera produzione avviene in modo sostenibile e impeccabile, per cui non è necessaria alcuna certificazione con un marchio di qualità fairtrade.Dato che nei Paesi latinoamericani il livello di vita è più alto, la ditta investe prevalentemente in Africa occidentale per migliorare le condizioni lavorative in loco. Durante l’ultima visita in Ghana è stato constatato che le condizioni di vita dei contadini (di cacao) sono migliorate grazie all’aumento del prezzo di mercato. Inoltre, in base a quanto riferito da Camille Bloch, lo sfruttamento del lavoro minorile è diminuito grazie ad un maggior controllo statale da parte delle autorità locali. In futuro la ditta prevede una collaborazione con la ong Source Trust, che garantisce la qualità e la rintracciabilità dell’origine delle fave di cacao.
Non siamo in possesso di alcun dato riguardante il rispetto delle convenzioni ILO per quanto concerne il lavoro dei contadini da cui Camille Bloch si rifornisce.
Commento della DB
Camille Bloch mostra anche se in maniera sommaria da dove provengono le fave di cacao utilizzate nella sua produzione. Tuttavia non vengono garantite né una vera e propria rintracciabilità dei prodotti né il pagamento di un compenso equo dei contadini.Nella sua lettera, la Camille Bloch SA ha fatto notare quanto poco potere abbia – in quanto PMI svizzera – sulle condizioni di produzione delle materie prime. In Svizzera vi sono già numerosi produttori di cioccolato certificato come proveniente dal commercio equo, che sono decisamente più piccoli rispetto alla Camille Bloch. Il riferimento alla grandezza dell’azienda produttrice di cioccolato non può spiegare la mancanza di impegno in favore di un cacao proveniente dal commercio equo. Proprio le imprese più piccole dovrebbero avere un atteggiamento trasparente, qualità fondamentale per poter ottenere in collaborazione con altri investitori un risultato durevole rispetto a quanto raggiunto finora.


