Barry Callebaut SA

L’azienda è attiva soprattutto all’interno dello stesso settore (business-to-business) poiché si occupa della produzione di cioccolato, prodotti al cacao, ripieni, coperture e decorazioni per i tre settori delle sua clientela costituita dall’industria dei generi alimentari, da artigiani (confettieri, pasticceri, panetterie, industria alberghiera e gastronomica) e commercianti. La BC genera una parte consistente del suo volume di produzione grazie a contratti d’appalto con aziende come Nestlé, Hershey e Cadbury. La Barry Callebaut copre quindi tutto il processo legato alla produzione, dalla fava di cacao fino al prodotto finito presente sugli scaffali, anche se deve acquistare il burro di cacao necessario alla produzione di cioccolato.
Trasparenza
Contrariamente all’anno scorso, Barry Callebaut ha completato il nostro questionario anche a nome della sua affiliata Chocolat Alprose (*link al profilo Alprose). Del cacao acquistato in Costa d’Avorio, il 60% viene acquistato direttamente presso delle cooperative ed è quindi possibile risalire alle sue origini. Non è però possibile sapere quanto guadagnino le famiglie dei contadini. L’origine del burro di cacao e delle altre fave di cacao provenienti dalla Costa d’Avorio e da altri Paesi produttori non è documentabile.I produttori di generi alimentari e i consumatori possono ottenere maggiori informazioni sulla homepage della ditta riguardo alla sua responsabilità ecologica sociale e aziendale.
Responsabilità sociale e sostenibilità
Barry Callebaut SA è poco conosciuta dal grande pubblico poiché fornisce prevalentemente altre ditte e non immette sul mercato dei prodotti di cioccolato di sua produzione. Alcuni di questi sono provvisti dei certificati fairtrade, bio, Rainforest Alliance, UTZ, fair forlife. Sebbene sia certificata solo una percentuale inferiore al 5% della produzione complessiva, per quanto riguarda la Barry Callebaut questo corrisponde comunque a oltre 10‘000 tonnellate di cioccolato all’anno. Il cacao acquistato direttamente nelle cooperative è facilmente rintracciabile, mentre gli altri canali di approvvigionamento non sono altrettanto trasparenti.Nella Costa d’Avorio, dal 2005 grazie al progetto „Partenaire de Qualité“ circa 47 cooperative (che raggruppano 50‘000 contadini) approfittano del contatto diretto con l’azienda. Con questo impegno, la Barry Callebaut dimostra che i contatti diretti sono possibili anche con i produttori della Costa d’Avorio.
Le convenzioni ILO e le legislazioni locali fungono da linee direttive per il commercio.
Commento della DB
Barry Callebaut è aperta al dialogo e mette in atto una comunicazione trasparente e semplice. Tuttavia non è possibile risalire all’origine di una gran parte delle fave di cacao e del burro di cacao utilizzati dalla ditta. Per questa ragione viene dato maggior peso ai pochi progetti di sviluppo sostenibile seguiti dalla BC. Dal momento che spesso le legislazioni locali non bastano per proteggere la popolazione dalle pessime condizioni di lavoro, è compito della BC pagare un prezzo equo alle famiglie dei contadini al momento dell’acquisto del cacao.In qualità di leader del mercato, Barry Callebaut potrebbe avere un ruolo dominante maggiore nella produzione di cioccolato fairtrade. Questo potrà avvenire solo se la percentuale di prodotti provenienti dal commercio equo verrà incrementata, affinché i contadini possano diventare indipendenti e siano in grado di agire in modo autonomo.
Per questa ragione, la DB chiede a Barry Callebaut di impegnarsi in maniera concreta per mettere in atto una certificazione degli standard lavorativi nella produzione di cacao indipendente, pagando un prezzo equo per le fave di cacao. Un’azienda che tratta un tale volume di cacao come la BC non può produrre solo del cacao proveniente dal commercio equo come richiesto dalla clientela spostando la responsabilità proprio su quest’ultima, bensì dovrebbe impegnarsi maggiormente per ricoprire un ruolo più incisivo.


