Progetti Mammut
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La partecipazione della Banca Mondiale al finanziamento di grandi progetti (infrastrutture idroelettriche, oleodotti, ecc.) e le garanzie che essa mette, spingono diverse agenzie di crediti all’esportazione e banche private a co-finanziare questi progetti. La Banca Mondiale giustifica il proprio impegno a favore di progetti controversi con il fatto che questi progetti devono poi attenersi ai suoi standard ambientali e sociali. In realtà però, spesso questi progetti non possono essere migliorati e presentano parecchi punti interrogativi. Aspre critiche sono state lanciate nel caso della partecipazione al finanziamento dell’oleodotto tra il Ciad e il Camerun e quello Baku-Tbilisi-Ceyhan tra l’Azerbaigian e la Turchia, dove i diritti umani vengono sistematicamente calpestati e l’utilizzo corretto dei finanziamenti è messo in discussione. Dopo che per alcuni anni, in seguito ad alcune cattive esperienze, la Banca Mondiale si è tenuta alla larga da questi “progetti mammut”, sotto il suo nuovo presidente Wolfowitz essa vuole, a partire dal 2006, ributtarsi nei cosiddetti progetti ad alto rischio. Il motivo, ci si dice, è che i Paesi poveri hanno un bisogno crescente di energia elettrica, gas e petrolio, e senza la partecipazione della Banca Mondiale questi progetti verrebbero eseguiti da imprese e banche asiatiche, che non rispettano gli standard ecologici ed ambientali.


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